Giugno è arrivato e, per me, significa una cosa ben precisa: è il momento di fermarmi e fare il punto della situazione.
Tiro fuori il mio bullet journal (quello grande!), preparo pennarelli, matite e penne colorate e inizio a concentrarmi su quello che vorrei realizzare nella seconda parte dell’anno. Non solo dal punto di vista professionale, ma anche personale.
La prima cosa che faccio è guardare il percorso lavorativo fatto finora. Mi chiedo: cosa è andato bene? Cosa è andato un po’ meno bene? Sto seguendo la direzione che avevo immaginato a gennaio?
Non sono il tipo che si volta indietro per rimuginare pensando: “Avrei potuto fare meglio”, “Avrei dovuto scegliere diversamente” oppure “Se tornassi indietro cambierei tutto”. No. Sono convinta che, sul lavoro, do sempre il 100%. Metto in campo tutte le mie capacità e non mi lascio bloccare dai miei limiti. Anzi, di solito li cavalco… oppure me ne frego! 😄😄😄 È una consapevolezza che ho conquistato con il tempo.

A questo punto inizio a pensare al futuro e mi pongo altre domande: Come posso farmi conoscere ancora di più? Quali strade nuove posso intraprendere? E quali vecchi progetti, messi in pausa perché non era il momento giusto, potrebbero tornare attuali? Come posso divulgare il mio lavoro sul territorio? Cosa mi piacerebbe sperimentare per la prima volta? Da chi posso prendere ispirazione?
Tutte queste riflessioni finiscono in una grande mappa mentale. Sul blog trovi un articolo dedicato proprio alle mappe mentali. Ti consiglio di leggerlo!
Come ben sai, parto sempre in quarta e difficilmente mi faccio frenare da qualcosa. Mi piace uscire dalla mia zona di comfort… oppure è semplicemente una forma di sano sadismo? Ancora non l’ho capito! 😅 Così scrivo tutto quello che mi piacerebbe fare e realizzare, anche le idee che sembrano un po’ folli.
Tantissimi spunti arrivano proprio da voi, dalle persone che incontro a L’Arte della Casa Leggera e dalle richieste che ricevo attraverso la Newsletter. Metto davvero tutto nero su bianco.
Attenzione però, non è un’attività da dieci minuti. Le dedico un’intera mattinata. C’è persino chi si concede tre giorni di ritiro in un posto tranquillo, magari in montagna, solo per pianificare con calma il resto dell’anno.
Se c’è qualcosa che non sono riuscita a realizzare nei primi sei mesi – per esempio una formazione che volevo seguire – la sposto semplicemente nella seconda parte dell’anno. Senza drammi. Questo momento serve a fare chiarezza e a dare un ordine a tutto quello che mi frulla in testa.
Poi passo alla sfera personale. Le domande sono più o meno le stesse: quali obiettivi voglio raggiungere? Quali corsi mi piacerebbe frequentare? Voglio partecipare ad altri market con il mio hobby? Organizzare un viaggio? Vivere un’esperienza nuova? Anche in questo caso creo una mappa mentale tutta dedicata.
Una volta individuato l’obiettivo principale, lo scompongo in piccoli passi concreti. In questo modo il percorso diventa chiaro e ogni singolo step trova il suo posto nel mio bullet journal.
C’è però una cosa importante che devi sapere: la mia settimana ha già una struttura ben definita. Poi vederlo anche dalla foto.

Il lunedì mattina è dedicato ai preventivi, al commercialista, alle fatture e, più in generale, a tutto ciò che riguarda la gestione economica dell’attività. Il lunedì pomeriggio, invece, è riservato alle collaborazioni: mail, nuovi contatti e progetti condivisi con altri professionisti.
Il martedì è il giorno della comunicazione, quindi social, blog e newsletter, mentre il pomeriggio lo dedico alle pubbliche relazioni, ai corsi e alle collaborazioni. E così via.
Le consulenze, naturalmente, hanno sempre la priorità assoluta e possono cambiare completamente il programma della giornata.
Proprio perché questa organizzazione esiste già, quando nasce un nuovo obiettivo non devo ripensare tutto da capo. Mi basta capire dove inserire i vari passaggi all’interno della pianificazione settimanale. È un sistema che mi permette di non sentirmi sopraffatta e di trasformare anche i progetti più grandi in una serie di azioni concrete, sostenibili e realizzabili.
Infine faccio una piccola fotocopia della mappa mentale da tenere sempre nella mia agenda/bullet journal e le scatto una foto da salvare sul telefono. Nei momenti di confusione diventa la mia bussola: basta uno sguardo per ricordarmi dove sto andando e quale sia il passo successivo.
È chiaro che non riuscirò a realizzare tutto. Sono un vulcano di idee e la mia lista è sempre lunghissima.
Ma riuscire a portarne a termine una buona parte mi fa sentire bene, realizzata e centrata. Perché, a volte, basta fermarsi qualche ora per ritrovare la direzione per i sei mesi successivi.
E tu? Ogni tanto ti concedi il tempo di fermarti e fare il punto della situazione?
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