Arianna Ordine Naturale – Professional Organizer

Riordinare per prendersi cura di sé

A volte mi contattano donne che vogliono sistemare la casa o imparare a gestire meglio il tempo. Dietro queste richieste, spesso, c’è molto di più. Ci sono donne che attraversano momenti difficili: solitudine, separazioni, lutti, o la stanchezza invisibile di chi deve “tenere duro” quando tutto sembra crollare.

 

Ognuna trova il proprio modo per restare a galla. C’è chi cammina chilometri per placare i pensieri, chi si rifugia nello yoga, nella meditazione o nella terapia.
E poi ci sono donne che scelgono qualcosa di semplice, ma potente: mettere ordine intorno a sé.
Riordinano l’armadio, riorganizzano la cucina, aggiungono piccoli dettagli che rendono la casa più accogliente, o mi chiedono aiuto per sistemare uno spazio che sembra perso.

In tutti questi gesti c’è un filo comune: riordinare è un modo per ritrovare un po’ di controllo, quando tutto il resto sembra sfuggire di mano.

 

donna in cucina

 

Il cervello non ama il caos.

Non lo dico io: lo dice la scienza. E lo vedo ogni giorno nelle mie consulenze.
Il disordine ci pesa davvero. Quando intorno a noi c’è confusione,  oggetti sparsi, superfici ingombre, cose che non trovano posto,  il cervello riceve troppi stimoli contemporaneamente. Deve filtrare continuamente ciò che vede per capire su cosa concentrarsi, e questo lavoro invisibile lo affatica.

 

Il risultato? Distrazione, irritabilità, stanchezza. Il disordine visivo sembra gridare: “Occupati di me!” e la mente viene costantemente distratta. Ecco perché alcune case delle mie clienti sono così sovraccariche di oggetti che non sanno da dove iniziare a sistemare e mi chiedono aiuto.

 

Quando invece l’ambiente è ordinato, succede qualcosa di diverso. La mente si rilassa, la concentrazione migliora, lo stress diminuisce. Per me, riordinare non significa solo “fare spazio” fisicamente: significa fare spazio dentro di sé.

Per esempio, quando la mia scrivania si riempie di fogli e oggetti vari, mi sento confusa e sopraffatta. Allora mi prendo cinque minuti per togliere il superfluo e riordinarla. In quei pochi minuti ritrovo chiarezza, concentrazione e voglia di fare.

Riordinare è un gesto semplice che libera energia, aiuta la mente a respirare e ci permette di tornare presenti. Non è solo mettere a posto le cose.

 

Per me, dopo anni da Professional Organizer, è diventato un linguaggio silenzioso fatto di piccoli gesti e grandi significati. Quando affianco una cliente, non vedo solo un armadio o una dispensa da sistemare. Vedo pezzi di vita: emozioni, ricordi, momenti belli e altri più difficili. E mentre mettiamo ordine insieme, succede qualcosa di speciale — lo spazio si alleggerisce, ma anche la cliente si alleggerisce un po’.

 

Ogni decisione — tenere, spostare, lasciare andare — racconta una storia, parla di come ci sentiamo oggi e di cosa vogliamo per noi domani. E io sono lì, semplicemente per accompagnare quel cambiamento, con gentilezza e ascolto.

Riordinare, alla fine, è questo: un modo semplice e concreto per prendersi cura della propria vita, passo dopo passo.

 

Non serve che tutto sia perfetto. Serve solo che ciò che ci circonda ci sostenga, ci rappresenti, ci accolga. A volte mi dicono: “Io sto bene nel mio disordine” o “Nel mio casino trovo tutto”. Io invece credo che il disordine non faccia mai bene. Anche se ci sembra di gestirlo, il disordine pesa sulla mente più di quanto pensiamo. Troppi oggetti intorno distraggono, confondono e stancano.

Ogni volta che una mia cliente sceglie di fare spazio, la casa cambia. Ma soprattutto cambia lei: si muove con più leggerezza, respira meglio, torna a sentirsi bene nel suo spazio e, un po’ alla volta, anche dentro di sé.

 

 

Potrebbero anche interessarti:

Disordine: un nemico silenzioso
Migliorare la tua vita, giorno dopo giorno
Decluttering emotivo: come liberarti dai pensieri negativi